La bio è lo spazio dove la maggior parte degli sviluppatori sbaglia, e quasi sempre nello stesso modo: scrive di sé invece di scrivere per chi legge. Chi assume ha un problema da risolvere. La bio migliore è quella che gli fa pensare, entro la terza riga, "questa persona ha già risolto qualcosa di simile al mio".
Una struttura in quattro frasi
Non serve di più. Quattro frasi, ciascuna con un compito:
- Cosa fai e per chi. "Sviluppo applicazioni Blazor Server per PMI e software house."
- Il tipo di problema che risolvi meglio. "Mi chiamano quando un gestionale è lento, difficile da mantenere o va portato in cloud."
- Una prova concreta. "Ho migrato un'applicazione ASP.NET Web Forms su .NET 8 senza fermi di servizio."
- Come si lavora con te. "Disponibile da novembre, 3 giorni a settimana, da remoto."
Se riesci a scrivere solo tre frasi, tieni la prima, la terza e la quarta.
Cosa aggiungere
- Numeri veri, anche piccoli: tempi di risposta dimezzati, utenti serviti, anni su un certo prodotto. Un numero vero convince più di un aggettivo.
- Il settore in cui hai esperienza, se ne hai uno: sanità, logistica, retail. Le aziende cercano spesso chi conosce già il loro dominio.
- La disponibilità, sempre. È l'informazione che trasforma l'interesse in un messaggio.
- Una frase che dica cosa non fai, se serve. "Non mi occupo di front-end JavaScript" fa risparmiare tempo a tutti.
Cosa togliere
- "Appassionato di tecnologia", "dinamico", "orientato al risultato": non distinguono nessuno.
- L'elenco completo delle tecnologie. Per quello c'è la sezione stack. In bio bastano le due o tre che ti definiscono.
- La storia professionale in ordine cronologico. Non serve partire dal 2008: parti da quello che sai fare oggi.
- Le frasi in terza persona. "Mario è uno sviluppatore con 12 anni di esperienza" suona come un annuncio. Scrivi in prima persona, come parleresti a un cliente.
Prima e dopo
Prima:
Sviluppatore appassionato con oltre dieci anni di esperienza in ambito .NET. Ottime capacità di problem solving e lavoro in team. Conoscenza di C#, ASP.NET, MVC, WebAPI, Entity Framework, SQL Server, Azure, JavaScript, jQuery, HTML, CSS e molto altro. Sempre alla ricerca di nuove sfide.
Dopo:
Sviluppo applicazioni web .NET per PMI e software house, con Blazor e ASP.NET Core. Mi chiamano di solito quando un gestionale è diventato lento o difficile da modificare. Di recente ho portato un'applicazione Web Forms su .NET 8 senza interruzioni di servizio. Disponibile da novembre, 3 giorni a settimana, da remoto.
Il secondo testo è più corto, non elenca nulla di più, eppure dice molto di più: cosa fai, per chi, con quali risultati e quando sei libero.
Scrivere la bio senza bloccarsi
Se non sai da dove partire, rispondi a voce a queste tre domande, poi trascrivi:
- Qual è l'ultimo problema tecnico che hai risolto e di cui sei fiero?
- Cosa direbbe di te un cliente soddisfatto, in una frase?
- Che tipo di progetto vorresti fare nei prossimi sei mesi?
Le risposte sono quasi sempre una bio migliore di quella che scriveresti a freddo.
Domande frequenti
Posso usare l'inglese? Se i tuoi clienti sono italiani, scrivi in italiano. Se lavori anche con l'estero, aggiungi una riga in inglese in fondo, non un testo duplicato.
Quanto deve essere lunga? Tra 50 e 90 parole. Oltre, la gente smette di leggere; sotto, rischi di non dire abbastanza.
Devo parlare della mia vita privata? Una frase breve può rendere il profilo più umano (una passione, un luogo), ma solo dopo aver detto tutto il resto. Mai al posto del resto.